“La nostra terra. Il nostro futuro. Siamo #GenerationRestoration.”
La Giornata mondiale dell’ambiente è stata istituita il 5 giugno 1973 con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sulle questioni ambientali critiche, dai cambiamenti climatici all’assottigliamento dello strato di ozono, temi che già allora erano al centro del dibattito pubblico. Da allora, ogni anno, governi, imprese, organizzazioni della società civile e cittadini si uniscono in questa data per richiamare l’attenzione sui problemi ambientali.
Il tema di quest’anno si concentra sul ripristino del suolo, sull’arresto della desertificazione (perdita della copertura vegetale nelle aree aride e semi-aride) e sul rafforzamento della resilienza alla siccità, sotto lo slogan: “La nostra terra. Il nostro futuro. Siamo #GenerationRestoration.” Il Paese ospitante nel 2024 è l’Arabia Saudita.
Ma perché l’edizione di quest’anno si focalizza su questi temi? I dati parlano chiaro:
- a livello globale, oltre 2 miliardi di ettari di terra risultano degradati;
- ogni anno vengono persi circa 12 milioni di ettari di suolo, con gravi conseguenze sulle risorse alimentari e idriche mondiali;
- la siccità colpisce direttamente 55 milioni di persone ogni anno, rappresentando una seria minaccia per l’agricoltura e l’allevamento;
- entro il 2030, il degrado del suolo e la desertificazione potrebbero costringere 135 milioni di persone a migrare;
- il degrado del suolo può compromettere i processi naturali della Terra, favorire l’erosione e ridurre la disponibilità di acqua potabile, mettendo a rischio di estinzione circa un milione di specie;
- i cambiamenti climatici influiscono sulla desertificazione e sul degrado del suolo, aumentando la frequenza e l’intensità di siccità, ondate di calore e incendi.
Per promuovere cambiamenti positivi e contrastare questi gravi problemi, è emersa la necessità di ripristinare almeno il 15% dei terreni idonei. Questa misura eviterebbe la perdita del 60% delle specie a rischio di estinzione. Inoltre, la tutela di ecosistemi come foreste, torbiere, zone umide e fiumi consente una maggiore resilienza ai cambiamenti climatici. Particolarmente positivo è anche il lancio del Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi (2021–2030), che rappresenta una spinta globale alla rigenerazione e al ripristino delle aree naturali danneggiate e degradate, con l’obiettivo di recuperare un miliardo di ettari di terra.
Lasciatevi ispirare dalla Giornata mondiale dell’ambiente di quest’anno e riflettete sul vostro contributo alla salvaguardia del territorio e alla risoluzione delle problematiche ambientali. Per approfondire e mettere alla prova le vostre conoscenze, visitate il sito https://www.worldenvironmentday.global/.
Ricordiamo infine che il Parco nazionale dei Laghi di Plitvice ha avviato interventi mirati al ripristino degli habitat di acqua dolce attraverso larimozione di barriere artificiali. Siamo convinti che ogni azione di recupero dei diversi ecosistemi contribuisca a rafforzarli per tutti i cambiamenti futuri. Siamo #GenerationRestoration.



